Nel secolo XVII Trapani mantiene la sua fedeltà al regno di Spagna. Mentre a Roma infatti si definiscono le soluzioni formali della grande arte barocca, la nostra città, dopo una permanenza nelle forme ritardatarie del classicismo cinquecentesco o del manierismo, come nella chiesa e nel collegio dei Gesuiti, si orienta verso una interpretazione cromatico-spagnolesca del gusto barocco che vede il prevalere delle intonazioni di colore sugli effetti plastici.
Tarsie policrome di marmo negli altari, intagli e colonne tortili, modulazioni chiaroscurali, realizzate con l’alternarsi di pieni e di vuoti, sono gli elementi caratterizzanti l’architettura.
A questi effetti tendono: l’interno della chiesa del Soccorso, meglio conosciuta come Badia Nuova, ed il portale della chiesa del Carminello.
Tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, l’architettura trapanese si avvia verso una visione più barocca in cui le membrature e i chiaroscuri definiscono il valore plastico delle superfici.
Ne sono esempi i prospetti della chiesa dell’Itria e di Palazzo Senatorio.
La borghesia e la nobiltà trapanese, insieme con i vari ordini religiosi – Domenicani, Francescani, Agostiniani – costruiscono nel contempo palazzi, chiese e conventi rispondenti al gusto e ai modi del tempo.
Ad immettere l’architettura trapanese nel clima del barocco “borrominiano” è Giovanni Biagio Amico che, nei primi del XVIII secolo, dà un’interpretazione personale dello stile barocco sviluppando sulle superfici soluzioni di dinamica plasticità.
Espressione dei modi dell’Amico sono i prospetti delle chiese di San Lorenzo e del Purgatorio: “borrominiana” la prima, una facciata torre, l’altra, in cui lo slancio e lo sviluppo in altezza si sintetizzano con il movimento in orizzontale della curva spezzata.
Ad alcune famiglie trapanesi si deve la realizzazione di palazzi e sontuose dimore di gusto cosiddetto barocchetto ossia un barocco più orientato verso interessi ornamentali e decorativi che non verso originali soluzioni compositive. Una ricca profusione di intagli e decorazioni caratterizza le mostre di finestre e balconi dei palazzi Berardo Ferro, Milo della Salina, Lombardo: un gusto linearistico-barocchetto si trova invece in alcuni portali e nelle dimore di Alessandro Ferro e Annibale Fardella.