THE ORB
“Orb Logo”, creato proprio alla fine degli Anni 80, rappresenta un globo simbolo di sovranità con intorno gli anelli di Saturno, che rappresentano il futuro e l’innovazione.
Vivienne stava lavorando a un maglioncino che, idealmente, avrebbe potuto indossare il principe Carlo. Quindi su di esso aveva inserito tutte le insegne solitamente collegate ad un principe british. Westwood non si limitò a proporre il classico Orb, ma lo personalizzò con un tocco futuristico. Ispirata da alcune riviste di astronomia,
aggiunse attorno al globo un anello, simile a quelli che circondano Saturno.
Da allora, non abbiamo più smesso di dirlo:
– Long live the Orb –
LE ORIGINI
Vivienne Westwood nasce l’8 aprile 1941 in un villaggio intorno al Derbyshire, in Inghilterra, da una famiglia della classe operaia.
Si interessa presto di arte e design, si iscrive a una scuola di oreficeria ma la abbandona dopo poco. Diventa insegnante di scuola elementare e nel tempo libero realizza abiti e gioielli. Nel 1962, incontra Derek Westwood, che lavora nella fabbrica di aspirapolveri Hoover. Lo sposa a 22 anni e, per l’occasione, disegna il suo abito da sposa.
Vivienne Westwood incontra Malcolm McLaren, il manager dei The Sex Pistols, punk band degli anni 70.
Insieme aprono la boutique SEX a Chelsea a Londra. Producono le T-shirt dei Sex Pistols che diventano presto iconiche. In quel negozio la Westwood espone i suoi primi lavori come stilista, tra cui gli abiti in gomma, rendendo l’abbigliamento fetish trendy.
DAL 1981 AL 1986
Nel 1981, Westwood e McLaren fecero il loro debutto in passerella a Londra, e la loro prima collezione, Pirates, venne acclamata perché si era liberata dalle opprimenti silhouette degli anni 70.
Westwood divenne presto famosa per i riferimenti storici, in particolare al romanticismo dell’era vittoriana. Un esempio per tutti, la collezione Mini-Crini della primavera estate 1985:
una versione sovversiva dell’abito in crinolina del XVII secolo.
I CHOCKER
il choker ‘Bas Relief’, una collana di perle creata negli anni 80 e da allora comune denominatore di tutte le collezioni di gioielleria del brand, dove tre file di perle girocollo collidono in una fibbia centrale incastonata di cristalli.
Diventato un fenomeno fashion nell’era del punk anni 60, il gioiello evolve in foulard nei 70 per poi abbracciare la pelle total black negli 80, decennio in cui Vivienne dà inizio alla sua opera di rievocazione storica in chiave rock.
I CORSETTI
Sembra quasi paradossale che un oggetto di moda da sempre accusato di essere oppressivo per le donne, sia stato ripreso da un movimento di rottura come il punk, eppure la Westwood lo ha fatto, con l’intento di renderlo un oggetto di rivalsa femminile.
Il corsetto diventava un modo per rendere le donne più sicure di sé, dando loro modo di sentirsi a proprio agio nel loro corpo e nelle loro forme. Proprio Vivienne Westwood infatti diceva che il corsetto fosse capace di valorizzare sia chi avesse un corpo più formoso che un corpo più sottile.
DAL 1987 AL 1992
Verso la fine degli anni 80 ci fu un evidente e importante cambiamento di stile: dal punk rock alla parodia della upper class, periodo che Westwood definì ‘the Pagan years’. Per la sua importante collezione Harris Tweed autunno inverno 1987 si era ispirata a una ragazzina vista su un treno. “Non poteva avere più di 14 anni. Portava una treccia raccolta in uno chignon, una giacca di Harris Tweed e una borsa con dentro le scarpette da ballo. Se ne stava lì, in piedi, e aveva un’aria così cool e composta”
LA CADUTA DI NAOMI CAMPBELL
Naomi Campbell fa una caduta memorabile con delle zeppe alte 22 centimetri di pitone viola, alla sfilata autunno inverno 1993.
VIVIENNE WESTWOOD E LA REGINA ELISABETTA
Nel 1992 la regina Elisabetta II le conferisce l’ OBE (Most Excellent Order of the British Empire) per il suo lavoro nella moda britannica. Nel 2006 la regina la nomina Dama.
Published: Feb 28, 2023
Latest Revision: Feb 28, 2023
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